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Divulgare la scienza significa letteralmente parlare di scienza alle persone

Gente e scienza: può sembrare un matrimonio verbale davvero poco probabile. La scienza infatti è spesso oggetto di pregiudizi e diffidenze da parte del pubblico più vasto. Eppure la scienza permea ogni aspetto della nostra vita: da quando accendiamo il motore dell’auto a quando prendiamo un’aspirina per il mal di testa. In fondo anche la ricetta della nostra torta preferita è un esperimento affinato in anni di prove, di tentativi ed errori. La scienza funziona così da quando Galileo ne codificò il metodo: si osserva un fenomeno, si fanno delle supposizioni per spiegarlo, si progetta un esperimento per metterlo alla prova poi si spiega alla comunità scientifica cosa si è fatto, come e perché e quali risultati si sono ottenuti.

Il metodo scientifico è forse il più importante degli insegnamenti che la scienza può offrire al suo pubblico. Imparare ad analizzare un problema, scoprirne gli aspetti nascosti osservandolo da diversi punti di vista e proporre soluzioni per risolverlo non serve solo a inventare nuove molecole medicinali o applicazioni tecnologiche, è un approccio fondamentale per affrontare gli imprevisti della vita. La scienza però a volte appare lontana, arroccata nelle università e negli istituti di ricerca dove viene prodotta e questo perché non sempre gli scienziati sono anche buoni comunicatori.

Prendiamo la chimica per esempio. Il termine “chimico” è forse per la maggior parte delle persone un sinonimo di “velenoso”. Certamente la cronaca offre innumerevoli occasioni per generare il paradigma. Ma la chimica è nel nostro quotidiano più di quanto si immagini: per tornare all’esempio di prima, una torta è un complesso composto chimico e, in pratica, lo siamo anche noi.

La divulgazione scientifica qui rivela la sua fondamentale importanza perché compie un’accurata operazione di traduzione. Il divulgatore prende l’informazione scientifica che alla nascita è fatta di termini tecnici, dati e grafici e la trasforma in parole comuni, esempi e metafore facilmente comprensibili. Il divulgatore scientifico è perciò una strana figura a due teste capace di comunicare con due mondi diversi: il pubblico e gli scienziati. Solitamente il divulgatore è un personaggio culturalmente onnivoro e curiosissimo. Deve per necessità sapere di tutto un po’ e, come una spugna, assorbire informazioni rapidamente per digerirle e metabolizzarle.

È anche un lavoratore umile perché deve sempre riconoscere la propria ignoranza davanti alla grande scienza e chiedere a chi ne sa di più approfondimenti e spiegazioni. Già spiegare. Spiegare significa letteralmente senza-pieghe, togliere le pieghe, appianare. Togliere le pieghe alle cose complicate cioè, letteralmente con-le-pieghe. Ecco svelato il lavoro del divulgatore scientifico. Prende un argomento complicato e, un pezzetto alla volta, lo ammorbidisce e lo distende in modo che tutti possano riconoscerlo e leggerlo. Compiuta la spiegazione, il divulgatore deve comunicare quello che ha capito alla gente, nel migliore dei modi e le migliori scarpe.
E allora sotto con le metafore, le similitudini e con gli esempi tratti dalla vita quotidiana!